Attività

Joy

Location: Italia
Anno: 2016 - 2019
Stato: Concluso

JOY summer Camp è un Centro Estivo molto particolare, nato con l’idea di aiutare le famiglie del Centro Italia colpite dal sisma del 2016. Il ruolo di LUCONLUS è stato da subito molto importante, in collaborazione con macchina organizzativa SPORT SENZA FRONTIERE, in quanto:

  • Dalla prima edizione il controllo dei costi e l’analisi di sostenibilità sono state affidate al nostro socio e consigliere Alberto Pietromarchi.
  • LUCONLUS ha contribuito sia nella prima edizione che nella seconda edizione in maniera molto sostanziosa per un totale di 26.000€.
  • Molti soci e amici di LUCONLUS hanno partecipato come volontari: Alberto Pietromarchi è stato direttore del centro estivo, Massimo Pavolini è stato una settimana in qualità di tutor e il figlio Nicolò come allenatore sportivo, Simona Barbieri, Massimo Colletti e Ilaria Bratta hanno gestito l’accoglienza dei ragazzi, Laura De Palma ha curato l’organizzazione della serata conclusiva.
  • Molti dei “nostri” ragazzi ex-approdo (Karim, Abdo e Mido), hanno partecipato come volontari a JOY

Per questo, possiamo affermare che c’è molto di LUCONLUS in JOY.

Per spiegare meglio cos’è JOY, abbiamo raccolto le parole di Riccardo un ragazzo che ha partecipato alle edizioni del 2018 e 2019:

“Ciao a tutti, mi chiamo Riccardo, ho 17 anni e vengo da Acquasanta Terme: uno dei comuni del centro Italia colpito dal sisma del 24 Agosto 2016. Moltissime cose sono accadute da quel tragico evento che ha cambiato radicalmente le nostre vite: notti insonni, paura di restare a casa da soli, essere costretti a lasciare le nostre case per un periodo di tempo ed alloggiare negli alberghi sulla costa. Ma oggi non sono qui a parlare di questo; scrivo questa lettera per descrivere la più bella e toccante esperienza della mia vita: la partecipazione al campo estivo di “JOY Summer Camp” organizzato dall’ Onlus “Sport Senza Frontiere” sul Monte Terminillo … ero infatti circondato da ragazzi che avevano storie completamente diversa dalla mia e questa condizione mi ha spinto ad aprire gli occhi ed immedesimarmi nelle realtà da cui provengono i miei compagni di avventura: vi erano infatti rifugiati dalla guerra, ragazzi provenienti da diverse nazioni e con un passato difficile alle spalle. Ero il ragazzo più grande nel campo e sin dai primi istanti sono stato travolto dall’emozioni che tutti gli altri mi hanno regalato: educatori, tutor, ragazzi e soprattutto i bambini (sì, proprio i bambini): poiché non c’è cosa più bella al mondo del sorriso spensierato di un bambino e trascorrere del tempo con loro giocando, raccontando storie, tenerli per mano e portarli in braccio al solo fine di farli divertire, mi ha dato una leggerezza impressionante. Ovviamente da loro ho imparato tanto e anche se sembra strano vi assicuro che non è così: i loro occhi non mentono mai, i loro sorrisi non sono mai falsi, la loro sensibilità e le loro emozioni sono sincere e pure. I ragazzi invece mi hanno insegnato che nella vita non c’è mai niente di scontato e che non si deve mollare mai nonostante tutto. A questo punto c’è da fare una menzione: a “JOY” ho conosciuto Abdo, un ragazzo splendido e genuino, tutor … e simbolo dell’integrazione: lui è stato il mio “compagno di avventura” e ancora oggi lo sento quotidianamente. La sua storia mi ha colpito molto e questo forse ci ha reso ancora più uniti (insieme alla passione per il calcio). Si perché oltre ai sentimenti, amicizie, emozioni, “JOY” è sopratutto sport. Lo sport non è quello che ci vogliono far vedere in televisione ma è tutt’altro e questa esperienza mi ha aiutato a comprenderlo: lo sport è condivisione, altruismo, passione, amore per i compagni e rispetto per gli avversari, gioire insieme delle vittorie e rialzarsi insieme dopo le sconfitte. Ovviamente tutto ciò non si organizza da solo: è infatti doveroso ringraziare tutto lo staff di “JOY” dal medico Saverio allo psicologo Giuseppe, dagli educatori ai tutor (sarebbe lungo nominarli uno ad uno) che mi hanno fatto sentire come uno di loro e a noi ragazzi non hanno mai fatto mancare niente. Un ringraziamento speciale va fatto a Michele e Federico che mi hanno dato la possibilità di partecipare a questa splendida realtà che rappresenta ormai ”JOY”e che ci hanno fatto sentire a casa. Grazie anche a “Sport Senza Frontiere” e al presidente Alessandro che ogni giorno salvano numerosi ragazzi e bambini da situazioni critiche offrendo loro la possibilità di fare sport. Grazie a tutti e….. ci vediamo l’anno prossimo a #joy2019”

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